Rieducazione del Pavimento Pelvico
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Rieducazione del Pavimento Pelvico

La Rieducazione del Pavimento Pelvico è utile per il trattamento dei disturbi della continenza urinaria e fecale e del prolasso urogenitale, e per la cura del dolore pelvico.

La rieducazione rientra nel servizio d’equipe multidisciplinare per la diagnosi ed il trattamento del pavimento pelvico.

Perineo”: dal greso περίνεος o περίναιος, inteso come composto di περί «intorno» e ἰνέω o ἰνάω «vuotare, evacuare», si intende l’insieme di tessuti molli (muscoli e sistemi fasciali) che chiude in basso il bacino. Il perineo è detto anche pavimento pelvico, e costituisce il fondo della cavità addominale, e su di esso grava il ruolo di supporto dei visceri e di controllo della continenza.
Il perineo è un tutt’uno con le ossa del bacino,e si muove con esso cambiando continuamente le sue misure e il suo stato di “tensione”.

Disturbi trattabili

Urinari: incontinenza urinaria da sforzo o da urgenza, difficoltà ad iniziare la minzione o sensazione di mancato svuotamento vescicale, incontinenza maschile dopo prostatectomia.

Vaginali: senso di “peso o fastidio pelvico” da prolasso, senso di rilassamento vescicale, dolore nei rapporti sessuali, esiti di interventi chirurgici.

Anali: perdita di feci o gas involontaria, dolore anale, esiti di interventi chirurgici colon proctologici defecazione spezzettata o incompleta.
La riabilitazione perineale è indicata per prepararsi ad un intervento chirurgico di competenza ginecologica, urologica o proctologica.

Il trattamento riabilitativo è anche utile per tornare al miglior stato di benessere possibile dopo interventi su organi pelvici o dopo il parto.

 

La “presa in carico”

La “presa in carico” del paziente è multidisciplinare: l’accesso al servizio avviene tramite la visita fisiatrica che consente di impostare un piano riabilitativo individuale.

Vengono usate principalmente tecniche non invasive basate sulla presa di coscienza e rinforzo/rilassamento del piano perineale.

Il Servizio di Riabilitazione del pavimento pelvico del Poliambulatorio San Fermo è personalizzato e multidisciplinare. L’equipe comprende: Coordinatore medico fisiatra Dott.ssa Federica Corrà, fisioterapista, medico ginecologo, urologo proctologo, dermatologo, fisioterapista e psicologo, nutrizionista.
Si rivolge ai pazienti con problematiche perineali di origine urinaria, genitale o ano-rettale.

La Rieducazione del pavimento pelvico ha il suo ruolo in malattie infiammatorie sistemiche quali: la sindrome fibromialgica, l’endometriosi e la sindrome dell’ovaio policistico, la psoriasi. In concerto con gli specialisti di settore si abbinano infatti alla terapia medica specifica trattamenti perineali mirati alla gestione del dolore, o al ripristino delle caratteristiche biologiche e funzionali della mucosa e della muscolatura pelvica.

 

Tecniche utilizzate

 

ESERCIZIO TERAPEUTICO

La riabilitazione ha il suo fondamento sempre sull’esercizio terapeutico, che si compone di una fase di “presa di coscienza”, per passare poi al vero esercizio con protocolli di allenamento progressivo sempre più complessi.
Parte integrante del percorso è l’educazione comportamentale, in quanto lunghi tempi di abitudini sbagliate (uso di lassativi, frequenza minzionale aumentata per scarsi volumi, etc..) spesso sono lo scoglio più importante da superare.

STIMOLAZIONE MAGNETICA FUNZIONALE

Basata sulla stimolazione delle fibre che innervano la muscolatura perineale ad opera di un campo magnetico ad elevata intensità e pulsato.

Fu Faraday nel 1800 a dimostrare che un campo magnetico variabile può indurre una contrazione muscolare: sulla base di questa legge fisica si sono sviluppate tecnologie via via più avanzate rendendo applicabile questo principio alla medicina. In neurologia questo principio viene utilizzato nella TMS (stimolazione magnetica transcranica), soprattutto in ambito di ricerca scientifica ma anche come trattamento di varie malattie neurologiche.

Il target della FMS è IL NEURONE e agendo sulle fibre nervose cioè sui “comandanti” del processo sensitivo-motorio e vegetativo il risultato funzionale è stupefacente.

Genera una contrazione perineale ampia, posteriore ed anteriore. Tratta il dolore pelvico e la sindrome da urgenza.

STIMOLAZIONE ELETTRICA FUNZIONALE (F.E.S.)

E’ la stimolazione elettrica del pavimento pelvico, si può effettuare tramite elettrodi di superficie o tramite sonde endovaginali o endorettali.
Ha indicazione sia nell’uomo post-prostatectomia sia nella donna con ipotono muscolare pelvico. L’effetto principale della elettrostimolazione è quello di aumentare la percezione della corretta contrazione muscolare e favorire un reclutamento progressivo delle fibre muscolari.

La stimolazione elettrica è particolarmente utile nel caso di una compromissione muscolare importante, quando la presa di coscienza non è possibile con il solo esercizio terapeutico.
Viene usata anche nel dolore pelvico.

Può essere un trattamento eseguito in modo autonomo a domicilio dal paziente, dopo adeguata istruzione.

BIOFEEDBACK perineale

E’ una modalità di esecuzione della rieducazione perineale in cui il paziente, seguito passo passo dal riabilitatore, riesce a prendere consapevolezza del lavoro muscolare effettuato attraverso uno strumento elettromiografico che rileva la contrazione e il rilasciamento muscolare e lo tramuta in un grafico graduato. Il paziente sa quindi capire in tempo reale se compie gli esercizi richiesti in modo corretto e con quale forza e precisione.

L’acquisizione elettromiografica può essere fatta attraverso dei semplici elettrodi di superficie adesivi oppure attraverso sonde endovaginali o endorettali. Lo stesso strumento può servire anche per elettrostimolare in modo passivo.

PTNS: Stimolazione percutanea del nervo tibiale

Tecnica di stimolazione elettrica percutanea del nervo tibiale posteriore al fine di ottenere una neuromodulazione vescicale.

Viene proposta per il trattamento della vescica iperattiva (sindrome da frequenza-urgenza minzionale), nel dolore e nella stipsi. Si propone anche nel paziente con malattia neurologica.

E’ una tecnica scarsamente invasiva e ben tollerata dal paziente, in quanto viene attuata mediante elettrostimolazione a livello delle caviglie del nervo tibiale, che è un nervo misto sensitivo e motorio le cui fibre derivano dalle radici sacrali e innervano altresì la vescica e il piano perineale. Stimolando quindi in maniera retrograda tali fibre si ottiene una “neuromodulazione” della vescica e del piano perineale, andando ad inibire il muscolo detrusore della vescica (responsabile dello stimolo minzionale e dello svuotamento vescicale) e attuando una regolazione del circuito neurologico di trasmissione del dolore alla corteccia cerebrale. Il trattamento viene prolungato per diverse settimane, e dura circa mezz’ora a seduta. Numerosi studi scientifici hanno confermato risultati incoraggianti, in quanto un numero variabile di pazienti dal 30% al 60% a seconda delle patologie presenti ottiene miglioramenti significativi dei sintomi.

TECAR TERAPIA

Viene utilizzata a supporto dell’esercizio terapeutico e del massaggio soprattutto nelle prime fasi di trattamento muscolare, se la componente di contrattura è importante, al fine di favorire la vasodilatazione e l’ossigenazione dei tessuti e quindi favorire il recupero dell’elasticità tessutale.

RIEDUCAZIONE POSTURALE

Il pavimento pelvico rappresenta il limite inferiore della cavità addominale quindi è parte integrante della muscolatura del tronco, il cosiddetto “Core” o Centro posturale dell’uomo. Limitarsi a considerare il pavimento pelvico come un insieme di piccoli muscoli e organi della piccola pelvi porterà a risultati riabilitativi non duraturi.
Il percorso terapeutico deve perciò prevedere un reintegro globale del “core”, per quanto possibile. Addomi globosi e ipotonici, scoliosi strutturate, esiti di interventi di chirurgia addominale, così come traumi della colonna vertebrale, possono essere la causa di una disfunzione perineale, così come una lombalgia cronica resistente alle normali terapie può essere il campanello di una situazione pelvica compromessa (ad esempio di un prolasso o di una stitichezza ostinata).

L’obiettivo finale è inserire un buon perineo in una buona performance fisica globale.
Questa è la differenza tra l’approccio fisioterapico e l’approccio ostetrico ai trattamenti riabilitativi.

TERAPIA MANUALE

La manualità del terapista è preziosa soprattutto nel dolore pelvico. Consiste nel trattamento manuale dei trigger points muscolari e nel trattamento dei blocchi funzionali (ad esempio del diaframma respiratorio).

AGOPUNTURA

Entra in campo soprattutto nel dolore pelvico, in particolare quando il dolore è talmente importante da rendere il paziente “invisitabile” e da rendere intollerabile qualsiasi stimolazione manuale o fisica o quando gli esercizi terapeutici provocano un aggravamento del dolore anzichè un miglioramento.

Viene proposta soprattutto su problematiche complesse in cui il dolore è inserito all’interno di sindromi complesse in cui vi è una infiammazione cronica – ad esempio: endometriosi, sindrome del colon irritabile, psoriasi, colite ulcerosa o morbo di Chron-.

Da due millenni la Medicina Cinese si occupa di disturbi pelvici, di dismenorrea, di endometriosi, di stipsi, di colon irritabile, di infertilità, di dolore sessuale, di dolore anale.
E’ un’arma importante, che il medico può usare da sola o in associazione a farmaci o ad altri trattamenti.


CARESS FLOW – ossigeno molecolare e acido ialuronico vulvo-vaginale

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Trattamento innovativo, indolore e non invasivo a base di:
ossigeno molecolare per la rigenerazione dei tessuti, il miglioramento del trofismo e l’elasticità tissutale.
acido ialuronico ad alto potere idratante con azione fisiologica nel mantenimento del turgore, plasticità e forma dei tessuti.

E’ indicato per il trattamento dell’atrofia vulvo-vaginale della menopausa, per il lichen sclero-atrofico, per la candidosi recidivante, per l’incontinenza urinaria lieve, per il bruciore uretrale e la vestibolite.

 

PRESA IN CARICO PSICOLOGICA-PSICOTERAPICA

– Sostegno psicologico per la gestione del dolore cronico pelvico
– Consulenza sessuale per affrontare la ripresa della sessualità e dell’intimità di coppia durante e/o dopo il percorso riabilitativo pelvico

 

Specialisti

Dott.ssa Federica Corrà
Medico Fisiatra

Fisiatra specializzata in riabilitazione ortopedica e posturale, terapia del dolore acuto e cronico e riabilitazione perineale dell’adulto. Offre un approccio globale al paziente integrando tecniche fisioterapiche conservative con metodiche mini-invasive e di Medicina Tradizionale Cinese, tra cui agopuntura, agopuntura auricolare, elettroagopuntura e mesoterapia antalgica. Esegue valutazioni ecografiche muscolo-scheletriche e trattamenti con onde d’urto e ozonoterapia. Particolarmente indicata per pazienti con dolore muscolo-scheletrico, patologie della colonna, disturbi del pavimento pelvico, incontinenza urinaria e stipsi.

Dott.ssa Isabella Sgaravatti
Fisioterapista OMPT – Terapia Manuale

Fisioterapista OMPT specializzata in fisioterapia muscoloscheletrica, terapia manuale (Mulligan, Stecco, manipolazioni vertebrali) e riabilitazione del pavimento pelvico. Codocente nel master universitario di Bologna. Indicata per pazienti con lombalgia, sciatalgia, dolore all’anca e al ginocchio, tendinopatie, disturbi del pavimento pelvico e recupero post-chirurgico.

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Approfondimenti:

DOLORE PELVICO

Con dolore pelvico perineale si intende un dolore localizzato a livello dei genitali, del pavimento pelvico e del “basso addome” , che può essere causato sia dalla componente muscolo-tendinea e nervosa perineale che dagli organi contenuti nella pelvi.

Pelvi e Perineo infatti sono da considerare un “unicum” anatomofisiologico, in quanto il perineo è il pavimento della pelvi ed il comportamento delle due strutture non è scindibile.

Le due componenti si influenzano a vicenda nella genesi e nell’irradiazione del dolore, al punto che spesso l’interpretazione dei sintomi e della loro origine comincia a prendere forma dopo lunghi periodi di attribuzione errata e, di conseguenza, di terapie incongrue.

Il Chronic Pelvic Pain (CPP) o Dolore pelvico cronico può essere definito come un dolore persistente o ricorrente, associato a sintomi delle basse vie urinarie, a sintomi indicativi di disfunzioni sessuali, intestinali, ano-rettali, ginecologiche, senza riscontro obiettivo di infezioni né di altre patologie.

Sotto il profilo clinico, il CPP è caratterizzato da due processi sensoriali anomali, detti “iperalgesia” e “allodinia”.

  • Per “iperalgesia” si intende una risposta amplificata a un stimolo doloroso in sé normale, dovuta alla moltiplicazione delle fibre del dolore e quindi ad un’amplificazione delle “antenne” che captano lo stimolo potenzialmente nocivo.
  • Per “allodinia” si intende il viraggio della percezione dello stimolo da tattile a doloroso urente, dovuta alla dislocazione delle fibre del dolore, che da profonde nel tessuto si superficializzano verso gli strati esterni della mucosa.

Molteplici definizioni vengono usate per identificare il CPP, in relazione all’organo che è più sintomatico nella funzione che risulta più disturbata (ad es vulvodinia, coccigodinia, dolore perineale, eiaculazione dolorosa, dispareunia, ecc.)

La terapia della sindrome del dolore pelvico cronico deve prevedere un approccio integrato tra algologo, proctologo, urologo, ginecologo fisiatra e psicologo.

  • La terapia di queste forme è inizialmente medica, con l’utilizzo di farmaci analgesici e neuro modulatori sulla componente neurogena della sintomatologia dolorosa.
  • Parallelamente si inizia un percorso di coscientizzazione delle strutture pelviche, mediante l’esercizio terapeutico, e si imposta un approccio con terapie fisiche neuromodulatrici, quali la Stimolazione magnetica funzionale o l’elettroterapia del tibiale posteriore (PTNS) oppure delle radici sacrali.

Dal punto di vista muscolare può esserci uno stato di ipertono, oppure uno stato di ipotono con fibrillazioni muscolari e incapacità assoluta di controllare i muscoli perineali.

  • Può essere opportuno un inquadramento psicologico sia a fini diagnostici che terapeutici.
  • In alcuni casi possono essere utili terapie infiltrative, eco o Tc guidate, che oltre ad avere un’azione terapeutica possono essere necessarie anche per una migliore definizione diagnostica come, ad esempio, nella nevralgia del pudendo.
  • Da alcuni anni viene utilizzata una terapia con Radiofrequenza Pulsata, portata attraverso specifici cateteri multifunzione, direttamente a livello dei gangli delle radici nervose interessate. In tal modo si provoca una sorta di “reset” delle fibre nervose ottenendo un’azione analgesica percentualmente elevata e duratura.
  • Anche la neuromodulazione delle radici nervose sacrali ottenuta con il posizionamento di elettrodi a permanenza può dare buoni risultati.