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Disturbi dell’apprendimento: cosa sono e come intervenire

Cosa si intende per disturbi dell’apprendimento? Quante volte abbiamo sentito dire: “Ha le capacità, ma non si applica” / “ Dovrebbe stare più attento, ma si distrae facilmente! / “Non è motivato, la scuola non fa per lui” e via così. Grazie alle ricerche delle neuroscienze cognitive dell’ultimo ventennio, oggi sappiamo molto di più sul perché alcuni bambini/ragazzi ci appaiono in questo modo e perché gli stessi incontrano, il più delle volte, difficoltà nello studio. Sapevamo già da tempo che i cosiddetti “disturbi di apprendimento” non sono problemi legati all’intelligenza o a deficit sensoriali, ma a modalità particolari di funzionamento cognitivo. Oggi sappiamo anche che queste difficoltà o “disturbi” hanno ben poco in comune sia con la forza di volontà, sia con la scarsa attenzione o la mancanza di motivazione.

Quali sono i soggetti più colpiti? I più colpiti sono bambini e ragazzi che “non possono” sforzarsi di più, fare più attenzione, o trovare da soli la motivazione, poiché le loro “rappresentazioni” delle cose non riescono ad accordarsi con la struttura degli stimoli presentati (spiegazioni, testi da leggere o da scrivere, regole da comprendere…). Una tale mancanza di “sintonizzazione” tra la rappresentazione interna di uno stimolo e la forma/struttura assunta dai corrispondenti stimoli esterni, potrebbe ben spiegare la difficoltà ad apprendere determinate “strutture di relazioni”, qualunque sia l’ambito implicato. Tale tesi, fortemente sostenuta da chi scrive, è coerente con le numerose ricerche conseguenti alla scoperta dei “neuroni specchio”, una speciale classe di neuroni responsabili della comprensione immediata e automatica di ciò che osserviamo, ascoltiamo e leggiamo, che predispone alla comprensione di ordine superiore.

Quando si può aver bisogno dello psicologo? Si ricorre allo psicologo quando le soluzioni messe in atto per fronteggiare il problema di apprendimento non fanno che consolidarlo. Quando le strategie messe in atto (compresi i continui rimproveri, gli aiuti ripetuti, le punizioni, ecc) rendono questi ragazzi sempre più insicuri, scoraggiati, demotivati e tristi. In questi casi, prima che la situazione si radicalizzi, converrebbe affidarsi ad una consulenza esperta, in grado di fornire una nuova chiave di lettura dei “disturbi di apprendimento” e intervenire in modo coerente al modo di funzionare della mente/cervello.
Chi vive questa “condizione di fatica”, sia figli che genitori, ha bisogno di incontrare, attraverso l’aiuto psicologico, quella “forma di rispecchiamento” che, consentendo l’attivazione dei circuiti che mappano le precedenti esperienze con le cose, pro-muove nuove connessioni tra di esse e pre-dispone ad accogliere gli apprendimenti futuri.

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Poliambulatorio San Fermo
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